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Morbo di Alzheimer
Morbo di Alzheimer

Morbo di Alzheimer

Oggigiorno il morbo di Alzheimer è una malattia in aumento soprattutto a causa del fenomeno dell’invecchiamento della popolazione. Altamente invalidante, questa malattia è di tipo cronico-degenerativo che porta, in modo lento ed inesorabile, alla perdita delle capacità cognitive e funzionali di individuo e che lo rendono tale.

Spesso per le famiglie il morbo di Alzheimer rappresenta una diagnosi con un carico molto pesante, sia da un punto di vista emotivo ma anche da un punto di vista pratico in quanto prevede importanti sacrifici e grande organizzazione nella cura e nell’assistenza di un malato.

In questo articolo andiamo a scoprire cosa sia davvero questa malattia, i sintomi che la preannunciano ed i fattori di rischio che possono contribuire ad essa. Infine, vedremo anche quali tipi di cure e terapie vengono attuate, oggi, per i malati.

Cosa è il morbo di Alzheimer

Come già anticipato qualche riga sopra, il morbo di Alzheimer è una patologia neurodegenerativa ed irreversibile, patologia che colpisce il cervello. Tipicamente sono gli anziani ad essere colpiti da questa malattia che rappresenta, infatti, la più comune forma di demenza.

Il morbo di Alzheimer colpisce le aree cerebrali deputate alla memoria, al pensiero ed alla parola rendendo così questa patologia estremamente invalidante. Non sempre è possibile riconoscere immediatamente l’esordio della malattia, spesso, infatti, i malati si presentano dal medico quando presentano già segnali importanti.

In pratica il malato ha serie difficoltà a svolgere e portare a termine quelle che sono le normali azioni quotidiane dimenticando molto spesso anche i nomi delle persone o degli oggetti. Spesso si associano anche problemi nell’eloquio che diventa difficoltoso. Uno dei pericoli più importanti di questa malattia è costituito dalla tendenza del malato a perdersi e, inoltre, a manifestare improvvisi disturbi a livello del comportamento che possono sfociare in veri e propri disturbi psichiatrici con conseguente cambiamento della personalità del malato.

Il malato, quindi, progressivamente subisce un forte declino isolandosi dal mondo che gli apparteneva in precedenza e dai familiari. Nella fase terminale della malattia la persona perde completamente l’autonomia e, quasi sempre, è necessario ricorrere ad un ricovero presso strutture di lunga degenza.

Il decorso classico del morbo di Alzheimer si aggira tra gli 8 ed i 15 anni anche se può variare molto da persona a persona.

La morte per un malato di Alzheimer solitamente subentra a causa di complicanze che derivano da uno stato di indebolimento molto forte sia da un punto di vista fisico sia mentale.

Per tutte queste caratteristiche è facile intuire che i familiare e le persone vicine al malato devono affrontare un periodo più o meno lungo di forte carico emotivo e grande responsabilità nell’accudimento.

Sintomi dell’Alzheimer

I sintomi che segnalano il morbo di Alzheimer sono molteplici e non sempre risultano immediati nell’osservazione, vediamo quindi i sintomi principali di questa malattia:

  • Agnosia. La persona ha improvvisa difficoltà a dare nome ad un oggetto sebbene lo abbia riconosciuto
  • Aprassia. Il malato non riesce a compiere azioni di uso comune come preparare il caffè o fischiettare
  • Amnesia retrograda. Solitamente i malati di Alzheimer conservano bene i ricordi legati al passato, non riescono però a trattenere eventi recenti
  • Acalculia ovvero l’impossibilità di effettuare delle semplici operazioni matematiche
  • Cambiamenti del tono dell’umore che possono lasciare perplesse le persone vicino al malato
  • Agrafia. La persona non riesce a scrivere se non con molte difficoltà
  • Disorientamento spazio-temporale. Forse uno dei campanelli d’allarme più importanti e che preoccupano maggiormente le persone vicine al malato. Improvvisamente l’individuo colpito dal morbo non riesce più a rispondere a domande banali e decisamente semplici, ad esempio “dove ci troviamo?”
Morbo di Alzheimer

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Fattori di rischio

Esistono, come per altre malattie e patologie, alcuni fattori di rischio che possono contribuire all’insorgenza del morbo di Alzheimer, vediamo quelli principali e riconosciuti ufficialmente:

  • Età. Certamente il fattore di rischio più importante, basti pensare che, solitamente, la diagnosi arriva dai 65 anni in poi. Sebbene sia possibile una demenza precoce, addirittura anche dai 30 anni, questa è rara. Dai 65 anni il rischio di ricevere una diagnosi di morbo di Alzheimer raddoppia addirittura ogni 5 anni
  • Fattori genetici
  • Sesso. Solitamente le donne sono più soggette a sviluppare il morbo di Alzheimer, Sembra che questo sia dovuto all’interruzione della produzione di estrogeni in concomitanza della menopausa. Dall’altra parte non sono stati riscontrati benefici di tipo preventivo somministrando estrogeni alle donne in menopausa
  • Fattori ereditari. Ben il 60% dei malati di Alzheimer hanno in famiglia più casi. La caratteristica però della malattia è che insorge in caso si presenza di molteplici fattori di rischio e non solamente per motivi ereditari

Terapia e cura dell’Alzheimer

Ad oggi non esistono cure efficaci per guarire dal morbo di Alzheimer. Vengono comunque somministrati alcuni tipi di farmaci che hanno il compito di ridurre la sintomatologia e rallentare il decorso della malattia. Di fatto non esiste un farmaco o una terapia in grado di bloccare la degenerazione tipica di questa malattia.

Oltre ai farmaci, però, è possibile utilizzare alcune precauzioni che possono migliorare, anche sensibilmente la vita del malato, vediamo quali:

  • Stimolare il malato attraverso un’attività fisica adeguata
  • Evitare la somministrazione di caffè per contenere l’irrequietezza tipica di questa condizione patologica
  • Mantenere un ordine preciso in casa
  • Togliere gli specchi in quanto i malati tendono ad agitarsi se vedono la loro immagine riflessa
  • Preoccuparsi dell’alimentazione del malato in quanto chi soffre di questa malattia ha la tendenza a dimenticarsi di mangiare
  • Integrazione di trattamenti di tipo psicologico e psichiatrico per rallentare il decorso della malattia

Pur non potendo risolvere la malattia certamente il malato trarrà giovamento da tutte queste azioni migliorando anche la condizione emotiva delle persone che gli stanno vicine.

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