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Pertosse: Quanto Dura? Come si Cura

La Pertosse è una malattia molto contagiosa, che si presenta con un iniziale raffreddore di lieve entità e tosse via via più potente. Detta anche la Tosse dei 100 giorni, è trasmessa dal batterio gram-negativo e dal cocco-bacillo denominato Bordetella pertussisLa malattia si trasmette con molta facilità per via aerea, attraverso gli starnuti e gli stessi colpi di tosse. La persona affetta da Pertosse, è infettiva dai primi sintomi fino a circa tre settimane dalla fine della malattia. Qualora la patologia sia trattata con antibiotici, dopo cinque giorni di somministrazione la persona non sarà più infettiva.

La durata varia a seconda che la tosse sia acuta, subacuta, o cronica. Nel caso di tosse acuta, siamo di fronte ad un periodo di circa tre settimane. Se la tosse è subacuta, durerà dalle tre alle otto settimane. Se è cronica, più di otto settimane.

Sintomi della Pertosse

Sintomi della Pertosse

Sintomi Iniziali della Pertosse

Uno dei problemi legati alla Pertosse, è che non una malattia di immediato riconoscimento, in quanto i sintomi che si presentano nei primi giorni, sono molto comuni a normali malesseri. Quando la malattia si cronicizza, allora ci si rende conto che siamo di fronte a questa patologia.

I primi segnali sono un lieve raffreddore, con il naso che cola in continuazione. In concomitanza con questo, si avranno tosse di leggera entità e febbre. La tosse a mano a mano peggiora, presentandosi con attacchi molto forti e di lunga durata tanto che il malato non riesce quasi a riprendere fiato.

Diagnosi e Cura della Pertosse

Come abbiamo visto a inizio articolo, diagnosticare la malattia nelle fasi iniziali è dura, in quanto sembra una normale influenza. Per capire se siamo o meno in presenza di un caso di Pertosse, i medici usano frequentemente due tipi di test clinici, la coltura batterica e gli esami del sangue.

La coltura batterica è l’esame considerato migliore per la diagnosi della Pertosse. Consiste nel fare un tampone del naso, e mandare il campione ad analizzare al microscopio. In questo modo è sicuro al cento per cento l’individuazione dell’eventuale patologia.

L’esame del sangue è un altro elemento che ci mostra se sia in corso un’infezione o un’infiammazione. In questo caso infatti, gli esami del sangue riveleranno un aumento sospetto dei globuli bianchi, cosa che avviene appunto quando il corpo deve combattere contro un’infezione o un’infiammazione.

La cura è la somministrazione di antibiotici. Tale terapia non solo aiuta a rendere meno grave l’infezione, e dare dunque un sollievo in più al paziente, ma lo immunizza dall’essere infettivo per gli altri. Per entrambe le cose, è bene iniziare la terapia fin dai primi giorni, quando compaiono cioè i primi sintomi.

Contagio della Pertosse

La Pertosse è un’infezione di tipo batterico, e il contagio avviene in maniera molto semplice. Infatti, è sufficiente il contatto con la persona malata, e un suo starnuto o un colpo di tosse sono veicolatori della malattia.

Qualora la persona non abbia ancora iniziato la cura antibiotica, è bene che non entri in contatto con altre persone, almeno fino a quando non siano passati almeno cinque giorni dall’inizio del trattamento. Dal quinto giorno di antibiotici, non ci sarà più rischio di contagiare le altre persone.

Pertosse Adulti: Come riconoscerla?

La Pertosse non è un’esclusiva dei bambini, come è invece luogo comune credere. Infatti, essa colpisce anche in età adulta, e qua è ancora più difficile da diagnosticare, perché chi è grande esclude erroneamente di poterne soffrire.

Per riconoscerla bisogna stare attenti ai sintomi che si presentano, e considerare che una tosse pesante e grave, potrebbe non essere un normale malessere, specialmente se i colpi di tosse sono di lunga durata e arrivano fino a togliere il respiro.

In questo caso è bene rivolgersi innanzitutto al proprio medico, che potrà indicarci se secondo lui potrebbe essere un caso di Pertosse. Dopodiché sottoporsi agli esami di routine, i quali daranno conferma se è un caso di Pertosse oppure no.

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