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Virus Ebola: Cosa è, Sintomi, Cura

Nel mondo le patologie presenti e pericolose sono diverse, qualcuna presente da diversi secoli, qualcuna nata negli ultimi quaranta/cinquanta anni. Una tra queste, che da circa quarant’anni flagella l’Africa, è una malattia ad alto tasso di mortalità che si chiama virus Ebola.

Ci sono almeno cinque differenti specie di virus legati al ceppo delle Filoviridae, tra cui quattro di queste ritenute responsabili di trasmettere il virus Ebola. Le cinque specie di virus sono state denominate con il nome della zona in cu sono state individuate per la prima volta.  Bundibugyo ebolavirus, Sudan ebolavirus, Tai forest ebolavirus, Reston ebolavirus e infine Zaire ebolavirus.

Cosa è l’Ebola?

Il virus Ebola è una gravissima malattia, che ha avuto i primi casi conclamati nello Zaire nell’anno 1976. Tale virus consiste in una febbre emorragica, e la sua letalità è molto elevata. I soggetti colpiti manifestano emorragie in diverse parti del corpo, e la morte sopraggiunge nella maggior parte dei casi per shock ipovolvemico.

I primi sintomi che si riconoscono nel virus Ebola, sono purtroppo molto simili ad altre patologie minori, per cui molto spesso non ci si rende conto di essere di fronte alla malattia. Solo analisi più accurate possono essere decisive per appurare se si è di fronte ad un caso di virus Ebola.

Sintomi del Virus Ebola

I sintomi principali sono:

  • La febbre, che comunque non colpisce la totalità dei pazienti, al momento siamo in una percentuale di circa l’85 percento delle persone colpite dal virus Ebola.
    virus Ebola sintomi

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  • Mal di gola molto forte, questa è una sintomatologia diffusa nei casi colpiti dal virus.
  • Rash cutaneo diffuso, visibile maggiormente se i pazienti sono chiari di carnagione.
  • Congiuntivite ed occhi molto rossi, questo è uno degli elementi da non sottovalutare, perché le manifestazioni emorragiche possono interessare anche questa parte.
  • Senso di malessere, brividi, debolezza, dolori articolari e muscolari. Il problema in questo caso, è che questi sintomi sono tipici anche della febbre stagionale che colpisce ogni periodo invernale.

Epidemia di Ebola: Origine e Struttura

Constatato che la malattia è stata scoperta nel 1976 nello Zaire, non è stata protagonista di un’epidemia continua, ma lo ha fatto ad ondate. L’ultima epidemia, che è tuttora in corso, ha avuto origine nel 2014. Alcuni gravi errori conservativi e di comunicazione, hanno impedito di circoscriverne la diffusione.

L’ultima ondata è stata caratterizzata dalla diffusione di carne animale infetta, e il paziente zero sarebbe un bambino di 2 anni di Meliandoua, un villaggio situato in Guinea. A diffondere la patologia sarebbero stati i pipistrelli già infettati dal virus.

A favorire la diffusione sono stati diversi fattori, tra cui il commercio e il consumo di bushmeat, ovvero la carne

virus Ebola epidemia

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proveniente dalla foresta (compresi i pipistrelli). Questa abitudine ha portato all’allargarsi del virus in maniera rapida ed esponenziale.

 

Non solo questo è stato la causa del problema della sua diffusione, ma anche l’iniziale e incomprensibile tentativo di negare l’esistenza di un’epidemia. Ciò ha impedito alle autorità sanitarie di intervenire per tempo, ed evitare che il problema si allargasse anche ad altri stati.

Gli ultimi dati registrati a marzo del 2016, parlano di almeno 28.646 casi sospetti, e di oltre 11.000 decessi avvenuti in almeno dieci Paesi diversi. Si tratta di zone del continente africano e non solo, perché complici gli spostamenti di persone infette, il virus Ebola ha colpito anche lontano da questo continente.

Parliamo della Liberia, della Sierra Leone, della Guinea, della Nigeria, del Mali, e del Senegal per quanto riguarda l’Africa. In occidente abbiamo dei casi di decesso da virus Ebola in Spagna, Regno Unito e Italia, e infine alcuni casi sono stati registrati anche negli Stati Uniti d’America.

Cure per l’Ebola: Quali sono?

La cura per il virus Ebola sembrava una cosa impossibile fino a poco tempo fa, solo i pochi casi che venivano presi all’inizio della malattia, potevano avere speranza di rimanere in vita. Adesso, non solo alcuni ricercatori hanno scoperto come combattere la malattia, ma sono vicini anche alla realizzazione del vaccino.

La scoperta è stata fatta dai ricercatori dell’University of Queensland, che hanno individuato la soluzione negli anticorpi dei cavalli. Non solo il trattamento con questo sistema è decisamente più economico rispetto a quelli monoclonali, ma presenta altri incredibili vantaggi.

Primo tra tutti il fatto che in Africa ci sono già molti esemplari di cavalli disponibili, grazie all’utilizzo di questi animali a scopo terapeutico per altre malattie. Esiste infatti un allevamento medico di equini, creato appositamente per combattere patologie presenti sul territorio quali rabbia, difterite e botulismo.

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