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Acromegalia
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Acromegalia

Acromegalia- Si tratta di una malattia considerata rara in quanto la sua incidenza è bassa, soltanto 3,3 casi per milione di abitanti ogni anno, sicché si stima che in Italia vi siano circa 2500 persone che ne soffrono, principalmente tra i 30 e i 40 anni. La malattia, tuttavia sembra che sia sottodiagnosticata, per cui i casi in realtà potrebbero essere anche decisamente più numerosi. Questa malattia colpisce soprattutto l’apparato muscolo scheletrico ma ha incidenza anche sul funzionamento dell’organismo andando ad interessare più organi. 

Acromegalia Diagnosi e Cura

Nell’acromegalia vi è sempre interessamento della ghiandola ipofisaria dimostrabile attraverso indagini radiografiche e diagnostica per immagini ma la prima cosa da fare per giungere alla diagnosi sono degli esami del sangue.

Attraverso un prelievo di sangue si deve andare a determinare i livelli di una sostanza chiamata IGF-1 e il livello del GH. La prima analisi si esegue su un campione singolo di sangue mentre per la seconda sono necessari più prelievi con l’assunzione di una soluzione di glucosio tra i vari prelievi necessari.

Queste analisi da sole non sono in grado di determinare la diagnosi di Acromegalia ma in caso di positività è necessario eseguire una Risonanza Magnetica per dimostrare la contemporanea anomalia dell’ipofisi, in particolare la presenza di un adenoma.

La terapia per l’Acromegalia

Il primo intervento terapeutico per l’acromegalia tende alla normalizzazione dei livelli di IGF-1 e di GH. I farmaci utilizzati sono gli analoghi della Somatostatina e farmaci dopamino-antagonisti.

Il primo blocca l’eccessiva produzione ormonale da parte del tumore dell’ipofisi mentre il secondo antagonizza gli effetti dell’ormone della crescita legandosi al suo recettore.

Per trattare il tumore dell’ipofisi si è spesso usata la radioterapia ma gli effetti di questa, pur positivi sulla riduzione dei livelli di IGF-1 e GH, necessitano di tempi parecchio lunghi dell’ordine di dieci anni e anche più.

E’ stato dimostrato inoltre un abbassamento dei livelli degli ormoni secreti dall’ipofisi dopo molti anni che incidono fortemente sul funzionamento della tiroide, dei testicoli, dei surreni e delle ovaie.

Per questi motivi la tendenza moderna è di intervenire chirurgicamente sull’ipofisi per la rimozione dell’adenoma ipofisario.

Aspettative di cura Acromegalia

I farmaci cui abbiamo fatto riferimento sono efficaci ma attualmente è stato sperimentato ed è attualmente in uso un nuovo farmaco della Pfizer, il Pegvisomant, capace di legarsi selettivamente ai recettori del GH impedendo, quindi, la produzione di IGF-1.

Il nuovo farmaco si è rivelato ben tollerato, capace di controllare la malattia in modo sicuro migliorando la qualità della vita dei pazienti affetti da questa malattia.

Acromegalia è Ereditaria?

L’acromegalia, partendo da tutto ciò che si è detto finora, si comprende avere come causa principale lo sviluppo di un adenoma ipofisario, un tipo di tumore.

Sebbene non si possa escludere che un certo fattore predisponente familiare esista nello sviluppo di molti tumori, come fattore di maggiore rischio, non si può affatto dire che l’acromegalia abbia un carattere ereditario.

Acromegalia nelle Donne

Per quanto concerne le particolarità dell’acromegalia nelle donne rispetto agli uomini, queste vertono pressoché esclusivamente sulla gravidanza.

Non vi sono dimostrazioni di interazione tra Acromegalia e gravidanza, le donne che ne sono affette sembrano portare a termine la gravidanza senza particolari problemi aggiuntivi rispetto a chi non lo è.

In ogni caso le donne con l’Acromegalia dovrebbero consultare un endocrinologo prima di programmare una gravidanza e nel corso della medesima, nel caso.

E’ anche consigliato tenere monitorato il campo visivo eseguendo una Risonanza Magnetica senza contrasto dopo il quarto mese se si riscontrano problemi di campo visivo.

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