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Assistenza al Malato di Parkinson

Assistenza al Malato di Parkinson – Per quanto riguarda lo stato assistenziale per i pazienti affetti da morbo di Parkinson, ci sono delle misure che si possono adottare per far sì che il soggetto affetto da Parkinson possa vivere tranquillamente la sua vita. Dunque, l’assistente può contare su determinate diagnosi infermieristiche. Come comportarsi? Scopriamolo insieme!

Il morbo di Parkinson è una malattia di tipo neurodegenerativo progressiva che colpisce il sistema nervoso centrale e periferico, caratterizzando la riduzione di neuroni dopaminergici relativi alla pars compacta della substantia nigra. Il soggetto malato della malattia di Parkinson, dunque, presenta dei sintomi ben rilevanti, come l’incapacità di effettuare determinati movimenti, rigidità muscolare, tremore e così via.

Per quanto riguarda la gestione di tale malattia, la terapia più appropriata deve essere stabilita da un medico esperto in questo campo, ovviamente dopo un’attenta analisi e valutazione del singolo caso. Dunque, il trattamento terapeutico deve iniziare fin da subito, ovvero fin dai principali sintomi, in modo che il paziente che soffre di Parkinson possa fronteggiare al meglio le problematiche che si presentano in tale contesto.

Assistenza Domiciliare Per Malati di Parkinson

Come potrebbe reagire un soggetto affetto da morbo di Parkinson con cure domiciliari? Il suo stato di salute può migliorare o peggiorare con cure in casa? Dunque, come ben sappiamo, la malattia di Parkinson si rivela una delle patologie più debilitanti attualmente, in quanto a seconda del suo stato può presentarsi in forma più o meno grave. In molti casi, però, l’assistenza infermieristica si rivela estremamente necessaria per pazienti che ne sono affetti e persino per la sua famiglia.

Un malato di Parkinson è facilmente riconoscibile per via dei suoi tremori, ossia paralisi agitanti che caratterizzano la patologia stessa, ma naturalmente i sintomi che contraddistinguono questa patologia e che sono più o meno gravi a seconda dello stadio della medesima malattia, richiedono assolutamente l’assistenza infermieristica, che tra l’altro deve essere completa, poiché un soggetto che soffre di questa patologia può persino presentare effetti non motori, come disturbi urinari, stipsi ecc, e necessitare appunto di terze persone che si prendano cura di sé.

Risulta abbastanza evidente come tale malattia si ripercuota negativamente sullo stile di vita di un determinato soggetto, dunque, il compito dell’infermiere è proprio quello di sostenere il paziente in ogni attività. Allo stesso tempo, si rivela necessaria persino una consulenza a livello psicologico per il malato stesso che per la sua famiglia.

In buona sostanza, l’assistenza domiciliare completa per un malato di Parkinson, si rivela estremamente indispensabile, perché l’infermiere si occuperà giornalmente di una serie di mansioni per aiutare il soggetto malato a vivere tranquillamente la sua vita, senza intaccare o quasi il suo stile di vita.

Malati di Parkinson Agevolazioni

Se completamente invalido, un malato di Parkinson può vantare di una serie di agevolazioni, dalle esenzioni al ricovero gratuito fino a quelle relative al lavoro. Per di più, un malato di Parkinson può disporre di una Carta dei Diritti ed avere addirittura la patente di guida. Dunque, come abbiamo appena detto, un malato di Parkinson può usufruire di determinate agevolazioni, come per esempio l’esenzione dal ticket sanitario. E ciò vuol dire che, nel caso in cui abbia ottenuto dall’Asl l’esenzione per patologia, potrà usufruire gratuitamente di:

  • terapia occupazionale;
  • training deambulatorio;
  • visita neurologica;
  • esercizi assistiti in acqua;
  • rieducazione motoria individuale o in gruppo;
  • RM del cervello e del tronco encefalico;
  • protesi nel caso necessario;
  • training per disturbi a livello cognitivo.

In uno stadio avanzato della malattia parkinsoniana, il malato può avere il diritto a una determinata percentuale di invalidità, che appunto comporta ulteriori agevolazioni. Non è tutto, perché un soggetto affetto da morbo di Parkinson può ottenere persino delle agevolazioni sul lavoro, tra queste vediamo modifiche sul proprio contratto di lavoro, che può passare a part time da full time.

In ogni caso, il lavoratore affetto da malattia di Parkinson, ha la possibilità di effettuare in qualsiasi momento, delle visite specialistiche ed esami per ulteriori patologie, sempre se però i giorni di assenza siano giustificati da certificato medico. Oltre ciò, un paziente affetto da morbo di Parkinson può continuare a guidare la macchina, avendo quindi la patente di guida, purché si tratti dello stato iniziale della malattia.

Per rinnovare la patente di guida nel caso di morbo di Parkinson, dunque, è necessario sottoporsi a una visita neurologica specifica e disporre di certificato rilasciato dal medico neurologo, in cui è attestato lo stadio della patologia.

Per quanto riguarda la Carta dei Diritti, invece, di una speciale carta che consente ai malati di Parkinson di poter beneficiare di determinati diritti, come quello di accesso. In questo caso specifico, il soggetto che soffre di morbo di Parkinson ha l’accesso a una diagnosi accurata, nel minor tempo possibile. Tra i tanti diritti che riserva la Carta, c’è anche quello al rispetto di standard di qualità, che riguarda l’assistenza sociale e socio-sanitaria.

Un altro diritto della Carta dei Diritti, è rappresentato dal diritto all’informazione. Quindi, i soggetti che soffrono di questa determinata patologia neurodegenerativa, hanno il diritto a ricevere qualsiasi informazione relativa alla malattia, al decorso, ai trattamenti e così via. Sono riconosciuti persino il diritto alla formazione e quello all’innovazione.

Quanto Può Vivere un Malato di Parkinson?

Grazie alla terapia farmacologica, le aspettative di vita di un soggetto affetto da morbo di Parkinson sono maggiori, e praticamente identiche a quelle di un soggetto non colpito dalla patologia. Tuttavia, tale affermazione si rivela veritiera nel caso dei soggetti uomini, in quanto nel caso delle donne, la sopravvivenza è ridotta.

Morbo di Parkinson Assistenza OSS

L’assistenza domiciliare completa del malato di Parkinson viene svolta dall’operatore socio sanitario, che durante il soccorso, che può essere sia diurno che notturno, ha delle specifiche mansioni da rispettare, quali:

  • attività igienico-sanitarie;
  • somministrazione per via orale, rettale, oftalmica o topica, di medicinali;
  • gestione giornaliera dei parametri vitali;
  • supporto alla vita sociale e attività all’esterno;
  • supporto durante i pasti;
  • cura dell’igiene del malato e dell’ambiente casalingo;
  • sorveglianza e terapia del soggetto affetto da parkinson nel caso di sondino o PEG;
  • sorveglianza e terapia dei soggetti portatori di apparecchi a livello ortopedico;
  • sorveglianza terapia del soggetto in ossigeno terapia;
  • sorveglianza del soggetto portatore di urostomia o colostomia.

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